SARDEGNA - Suite per Chitarra

SARDEGNA - Suite per Chitarra



 wrote the Suite for solo guitar entitled Sardegna during the Fall of 2018, after a request coming from one of the most appreciated interpreters of my music, Cristiano Porqueddu. He submitted to me his project, currently in way of being realized, for a series of concerts whose aim would be enhancing the Sardinia island and its culture.

More than attempting to describe what this composition should be, it may be useful to know which ways to go I deliberately avoided, that is what this  composition is not: it is not music inspired to Sardinian musical folklore, it does not make any use of quotations of melodies and of rhythms of the insular popular tradition; it is not program music, and it does not attempt “to tell” landscapes, nature or legends; also, it does not include the slightest hint to the sounds and noises which one can listen to in the various sides of Sardinia; finally, it is not celebratory music, written in the spirit of local pride for the beauty of the places. It aims instead to evocation – according to the core of the guitar sound – and it tries to translate in music impressions, feelings and memories I have felt during my stays in Sardinia. Therefore, it is a personal mirror of a world whose history, culture, tradition and landscape offer to the observer an immense spectacle, not to be romantically “described”, but elaborated in the deep of one’s soul.

Also the titles in Sardinian language should be understood as memories to evocate and not as current events to tell: Mari (Seas) obviously refers to the island geography; Nuraghe to the surviving rests of stone buildings of ancient civilizations which we scarcely know; S’Ardia to the hallucinatory atmosphere of feasts with horse rides and tournaments; Su soli est calau to the visions of sunsets and to lullabies; Sciamma (meaning flame) to an imaginary fire in the Sardinian night.

- Angelo Gilardino


Ho composto la suite per chitarra sola intitolata “Sardegna” nell’autunno del 2018 a gradita richiesta di uno dei maggiori interpreti della mia musica, Cristiano Porqueddu, che mi manifestò il suo progetto, ora in via di realizzazione, di una serie di concerti intesi a valorizzare l’isola e la sua cultura. Più che tentare di descrivere che cosa vuol essere questa composizione, può risultare utile sapere quali sono le vie che ho accuratamente evitato di imboccare, cioè, in
sostanza, che cosa la composizione non è: non è musica ispirata al folclore musicale sardo, non fa uso di citazioni di melodie e di ritmi della tradizione popolare isolana; non è musica a programma, cioè non si propone di “raccontare” in musica visioni paesaggistiche, naturalistiche o leggendarie, e non contiene il minimo accenno a fenomeni sonori ascoltabili nei diversi luoghi della Sardegna; non è, infine, musica celebrativa, cioè pensata come un elogio campanilistico delle bellezze locali. Mira invece all’evocazione, com’è nella natura del suono della chitarra, e vive dell’intento di tradurre in musica impressioni, sensazioni, memorie che ho sperimentato durante i miei viaggi in Sardegna: si tratta dunque di uno specchio personale rivolto a un mondo in cui storia, cultura, tradizioni e paesaggio offrono al visitatore un immenso spettacolo, non da descrivere romanticamente, ma da elaborare nel profondo della propria anima.

Anche i titoli in lingua sarda vanno perciò intesi come memorie da evocare e non come fenomeni presenti da raccontare: “Mari” si riferisce ovviamente alla geografia dell’isola; “Nuraghe” ai resti di costruzioni in pietra di antiche civiltà di cui poco sappiamo; “S’Ardia” al clima allucinatorio della festa con i suoi tornei equestri; “Su soli est calau” alle visioni dei tramonti e alle ninne-nanne; “Ciamma” (che vuol dire fiamma) a un immaginario incendio nella notte sarda.

- Angelo Gilardino